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Sviluppo motorio bambino: perché il gioco è così importante?

Ci troviamo in un momento storico unico nel suo genere, dove l’emergenza sanitaria ha inevitabilmente imposto molti limiti, tra questi anche la possibilità per i bambini di dedicarsi al gioco, soprattutto a quello di movimento, in spazi aperti e in compagnia dei coetanei. Il lungo periodo da trascorrere a casa diventa però ugualmente importante per dedicare del tempo all’attività ludica e creare momenti di divertimento sempre nuovi. Il gioco, infatti, rappresenta qualcosa di più di un semplice passatempo, ma è l’attività per eccellenza attraverso la quale ogni bambino fa esperienza della vita, impara e quindi, cresce. Esso è funzionale e direttamente proporzionale allo sviluppo motorio bambino, lo aiuta a far emergere le capacità fisiche non ancora acquisite. Attraverso il gioco aumenta la varietà dei suoi movimenti, la coordinazione, l’equilibrio, l’agilità e la flessibilità. Giocare gli permette di mantenersi sempre attivo e reattivo, e ne influenza abilità come l’apprendimento, la creatività e la consapevolezza di sé e degli altri. L’attività ludica comporta quindi una serie di benefici a livello fisico, ma soprattutto cognitivo.

L’evoluzione del gioco

Fin dai primi mesi di vita il processo evolutivo del bambino è fortemente influenzato dagli stimoli dell’ambiente circostante. Attraverso l’esperienza del gioco, il bambino comincia a prendere coscienza del proprio corpo, a capire il funzionamento degli oggetti. Anche l’interazione con il genitore diventa gioco: imitare le sue azioni gli permette di imparare, con effetti diretti sullo sviluppo motorio e sulle capacità cognitive.

Col passare del tempo le attività ludiche prendono un’altra forma, mutano e si adattano all’età e allo sviluppo intellettivo del bambino. Più cresce, più i suoi giochi diventeranno strutturati. Fino ai tre anni di vita i bambini non sanno giocare insieme, stanno vicini e si scambiano degli oggetti in quello che si definisce un gioco in parallelo,mamanca ancora l’interazione sociale, che inizierà invece alla scuola dell’infanzia. Tra i 4 e i 5 anni, infatti, comincia la fase del gioco sociale, che si svilupperà ulteriormente nella scuola primaria. In questa fascia di età l’attività ludica diventa espressione delle proprie dinamiche interne: attraverso il gioco di finzione il bambino rielabora le emozioni che vive nel quotidiano. Tramite la rappresentazione di ciò che vive, riesce a comprendere la realtà esterna e a controllare il proprio mondo interno fatto di desideri e istinti, creando la giusta mediazione tra le due realtà. Dai 6 ai 10 anni, interiorizzate quelle regole sociali che gli permettono di stare insieme agli altri, inizia a giocare in gruppo. Entra in relazione con i suoi pari, dà forma alla sua personalità e questo lo aiuta ad avere maggiore fiducia nelle proprie capacità, poiché inizia a prendere coscienza delle caratteristiche che lo rendono unico nel suo ambiente circostante. Giocandoscarica anche la sua emotività e la sua istintualità.

Tutti i significati del gioco

Al gioco possiamo attribuire quindi molti significati e funzioni, tra cui divertimento, scoperta di sé e del mondo, potenziamento delle capacità fisiche e cognitive, apprendimento, ma anche attività liberatoria e di scarico da tensioni ed emozioni forti. I giochi di movimento, in particolare, sono importanti per lo sviluppo motorio bambino, ma anche per aiutarlo a sfogarsi e a tirare fuori tutta la sua energia.

Bisogna però ricordare che più il gioco è semplice, più stimolerà la curiosità e la fantasia del bambino, incentivandolo a trovare sempre nuove soluzioni per utilizzare lo stesso oggetto e farlo diventare tutto ciò che desidera. In questo modo, ad esempio, un cavalcabile può diventare un camion dei pompieri con cui correre a spegnere un incendio, e un carrellino primi passi si trasforma in un comodo passeggino per il bambolotto. Perché il gioco è fantasia e la fantasia aiuta a crescere più felici.